I RAPPORTI IN RETE
Utilizzo consapevole dell’interazione online

 


Capitolo tratto dalla Carta di Alba, un codice di comportamento per l’utilizzo consapevole dei new media da parte di bambini e adolescenti, curato dalla Fondazione Movimento Bambino e la Fondazione Ferrero, con l’apporto di numerosi specialisti del settore come psichiatri, pedagogisti, criminologi, magistrati, assistenti sociali.

 


 

Internet è uno strumento. Non è un mondo immaginario, tantomeno uno spazio in cui è possibile trasformarsi in qualcosa che nella vita non siamo. In rete noi portiamo la nostra essenza, ciò che abbiamo come patrimonio culturale, intellettuale e creativo, per scambiarlo e confrontarlo con gli altri. La rete ci dà la possibilità di scambiare informazioni, di arricchirci delle esperienze degli altri e persino di sviluppare la nostra intelligenza. Quella che dalla fine degli anni novanta viene definita l’”intelligenza connettiva” è la chiave di lettura per un corretto utilizzo di questo mezzo che abbiamo la fortuna di adoperare. Alla base della connessione c’è l’identità, vale a dire la corrispondenza del nostro esistere e che comprende pregi e difetti: ciò che siamo realmente e che non possiamo mascherare.
Nessuno di noi in rete è anonimo, malgrado molti tentino di camuffarsi con nomi fittizi e dati alterati. Tutto ciò che in rete scriviamo o pubblichiamo è facilmente riconducibile alla nostra identità reale e quando interagiamo con gli altri dobbiamo sempre tenere presente che dietro le parole scritte da altri, c’è una tastiera impiegata da una persona come noi.
Se non coscienti delle basi fondamentali per un comportamento corretto, il nostro immaginario comincerà a proiettare sul monitor i nostri bisogni più reconditi, creando una sorta d’illusione che rischierà di compromettere qualunque tipo di rapporto online.
Riconosceremo il sintomo quando non avremo il coraggio di un confronto diretto dal vivo, e piuttosto che mostrarci all’altro saremo disponibili ad abbandonare la connessione.
I consumi dell’immaginario e dell’induzione mediatica ormai hanno invaso la collettività, al punto che non è nemmeno più necessario usufruire del mezzo televisivo per riconoscere come questa inevitabile realtà abbia compromesso l’autonomia di scelta, di pensiero e di comportamento per la maggior parte delle persone. Tra tutti i media è innegabile che la televisione sia il principale strumento di creazione del “Desiderio Fittizio” e Internet ce ne conferma spesso il risultato.Continua a leggere...


La mutazione intellettuale si è risolta nella totale subordinazione dell’intelligenza al suo uso mercantile” – dice Jeremy Rifkin, l’economo americano che scrisse “L’era dell’accesso”. – ma anche la sfera affettiva: il mondo di relazioni sta cambiando. Si è capito come vendere “comportamenti” sia altamente fruttuoso, come mercificare i rapporti sia ormai necessario, in quanto il nuovo concetto di libertà (caduto quello classico che considera l’autonomia come massima espressione dell’essere liberi) che vede la relazione (la Rete appunto) come autentica forma di libertà, pone anche l’esigenza di creare rapporti “artificiali” all’interno del sistema”.
Ecco che un incontro telematico tra due identità diventa un genere di consumo, un servizio incluso nell’accesso. La connessione contiene anche quello, è gratis ed è dovuto. Come se l’accesso alla Rete comprendesse un meccanismo di accesso facilitato al cuore, alla mente o, il peggio delle volte, agli organi sessuali delle persone.
Ma tutto questo non è reale anche se presentato come tale ed è solo un’offerta da parte di aziende senza scrupoli che speculano sulla solitudine sociale ed individuale.
L’autonomia di pensiero, ma soprattutto la consapevolezza di chi siamo, e del nostro valore individuale come persone pensanti, sono importantissime per non cadere nelle trappole e nelle suggestioni delle offerte che spesso capitano sotto gli occhi.
Se la rete sarà utilizzata correttamente essa diventerà un valore aggiunto per ogni individuo, poiché permetterà di amplificare le proprie qualità, il merito, le capacità.
Che si tratti di blog, di chat, di YouTube, di Flickr, di Facebook, di MySpace, di Second Life e quant’altro, tutti strumenti utilissimi per divulgare le nostre attitudini, dobbiamo tenere sempre presente che alla base di ogni relazione in rete ci debba essere il rispetto per l’altro, ma anche verso noi stessi.
In Internet possiamo essere qualunque cosa eccetto ciò che non siamo, ed è questo che fa della Rete il più bel mezzo attuale e irrinunciabile.

 

ROMA, 2008

Archivi

Categorie

Maramouse