Confronti

Per sbaglio ho letto su Facebook una discussione tra avatar residenti in Second Life, nella quale un gruppo inveiva contro un altro per futili motivi relazionali, basati principalmente su “relazioni amorose” e “diffamazioni” varie tra identità di pixel. Si, di pixel: perchè per alcuni l’identità reale nei mondi virtuali è cosa a parte. Ma se veramente lo fosse, la discussione di cui sopra avrebbe potuto essere al vetriolo, anzichè uno scialbo e penoso dialogo tra sordi.
Eppure, da quando è nata la Rete, si è sempre parlato di come le varie pattaforme tecnologiche possano favorire maggiori estensioni della nostra identità, quando essa incontra spazi adatti per potenziare e valorizzare creatività, intelligenza, cultura, dinamiche di relazione.
Ma tant’è, malgrado le ormai centinaia di libri e saggi pubblicati dopo “Maschi virtuali” (Apogeo 1998), c’è ancora gente che in rete vuole “sognare” e per farlo calpesta qualunque attinenza con il reale, producendo una comunicazione scadente.
Il sogno, quello vero, che si fa durante il sonno, non è mai separato dalla nostra vita reale: anzi, esso è sempre la rivelazione concreta delle nostre paure, ansie, angosce, gioie, speranze, desideri, bisogni, ecc. Ma nulla del sogno è separato da noi tanto quanto lo è la vita parallela che certi riescono a costruire nella rete.
Eppure, come ho scritto nel 98, “in internet possiamo essere ogni cosa eccetto ciò che non siamo”. Così come nella vita reale. Nella vita possiamo essere qualunque cosa vogliamo, se la nostra volontà riesce a creare un progetto concreto e reale, non immaginario o illusorio, ben saldo alle nostre effettive possibilità.
Se invece pensiamo che il sogno sia quello di cavalcare le ali della fantasia, proiettando nell’altra entità tutto ciò che vorremmo e non potremo mai avere o essere, difendendo l’indifendibile e abbassandosi a confronti conditi d’ipocrisia, la cantonata sarà inevitabile.
Tuttavia, malgrado queste insignificanti vicende, i mondi virtuali sono straordinari luoghi di creazione. Ma essi richiedono studio, applicazione, nottate in bianco a sperimentare. Tutto ciò che esula dalla creazione, dalla ricerca, dalla sperimentazione, dal reale scambio, è invece un sottobosco di miserie umane che non riusciranno mai a trovare alibi o giustificazioni, ma restituiranno solo mutilazioni a delle identità già fragili di default.

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