Criminalità

Voleva essere una vacanza di silenzio, di sole e vento di mare. C’era tutto ed era magnifico. Poi a un certo punto il fumo. Una nube gialla oscura quasi il sole, la colonna di fumo si espande. Qualcosa brucia. Sta bruciando il promontorio del Circeo! Cinque minuti e arriva un elicottero della Forestale. Poco dopo altri tre della protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, ma anche il gommone della Capitaneria di Porto e tre canadair.
Uno dei quattro elicotteri fa evoluzioni incredibili tanto che, nel tempo in cui gli altri raccolgono un secchio d’acqua a pochi metri dagli scogli, lui ne raccoglie quattro. Veniamo poi a sapere che il pilota è anche uno stuntman del cinema. Ed è subito spettacolo.
Sembra di stare sul set di Apocalypse Now, e io non ci penso nemmeno alla macchina fotografica, tanto sono presa dal coinvolgente quanto emozionante intervento delle squadre di soccorso.
Lavorano fino al tramonto e sembra che l’incendio sia sotto controllo. Ma quando torniamo da una cena molto lontando dall’hotel, alle due di notte il monte continua a bruciare. La zona è presidiata da Vigili del Fuoco, Forestale, Carabinieri. Una decina di ville nei dintorni sono state evacuate e anche il nostro albergo è a rischio. Con gli altri clienti dell’albergo ipotizziamo piani di fuga verso il mare, ma la mia preoccupazione maggiore è la gatta in vacanza con me. Chissà se il trasportino galleggia? Ci dicono di non preoccuparci, che è tutto sotto controllo. Ma alle 5 del mattino sto ancora passeggiando nervosamente sul terrazzino della mia camera. Cerco di dormire in attesa delle riprese dello spegnimento e alle 7 riecco gli elicotteri che volano sopra il faro, raccolgono acqua e la scaricano sul monte. Più di 80 ettari di macchia mediterranea in fumo: un vero disastro ecologico.
Elicotteri e canadair al lavoro per altre 12 ore ma l’incendio non si spegne del tutto. Tornano l’indomani e l’indomani ancora. Quando siamo partiti per tornare a Roma avevano appena dato fuoco a un’altra zona del monte. Incendi dolosi che stanno distruggendo San Felice Circeo, sui quali è comparsa a chiare tinte l’ombra della speculazione. Non ci sarebbbe che una soluzione: l’immediata applicazione della legge quadro 353/2000 che prevede il censimento delle superfici percorse da incendi, per poi vincolare le zone interessate per 15 anni, proteggendole così da eventuali speculazioni ed interessi criminali. Speriamo che la Regione si muova in fretta.

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