C’è chi non vuole la Tav, chi non vuole i termovalorizzatori, chi non vuole la movida. Io non voglio lo stracciarolo. Quello col megafono che riecheggia assordante nella mia stanza, prima che suoni la sveglia: “Arrivato vostro stracciarolo, ferro, vecchio ferro raccogliamo… Signori e signori, raccogliamo tutti tipi di ferro. Arrivato vostro stracciarolo…”.
Perchè è un paradosso: raccoglie materiali riciclabili, ma inquina. Inquina l’udito, ma anche la lingua italiana.
Era meglio l’arrotino, almeno quello ci aveva la voce di un doppiatore registrata. Mediocre, ma almeno pronunciava l’italiano.
Lo stracciarolo invece divulga aggressivamente, in maniera scorretta, una lingua senza articoli, con le vocali tutte scomposte, e invece di dire “signore e signori” dice “signori e signori“. Pure maschilista.
C’è anche un gruppo su Facebook, ma ha pochi iscritti: Quelli che odiano lo stracciarolo alle 7.00 di mattina di domenica. Peccato. Non raggiungeremo mai un quorum per una petizione.