Premesso che non me ne frega niente di Spider Truman, perchè io stessa sono una dei migliaia di Spider Truman da tempi meno sospetti, e che non ci sta raccontando nulla di nuovo rispetto a ciò che DA SECOLI già sapevamo o supponevamo, quando leggo alcuni tra le migliaia di commenti indignati non posso fare a meno di pensare che tutta questa gente è la stessa che mi rende, o rende agli altri, delle giornate impossibili. Perché questi son quelli che ti suonano forsennatamente ad uno stop mentre fai passare quelli che han diritto di precedenza. Quelli che ti scavalcano mentre fai la fila. Quelli che si piazzano davanti alla porta della metro e non devono scendere alla prossima fermata. Quelli che urlano nel telefonino sul bus a 20 cm dal tuo orecchio. Quelli che fanno la cornicetta di centinaia di cicche per terra attorno a un cestino-ceneriera della città. Quelli che non vanno a trovare mai la nonna a casa e poi fanno la veglia di tre giorni e tre notti davanti alla bara. Quelli che fanno il barbecue al piano terra e con 40° devi chiudere tutte le finestre sennò soffochi affumicato. Quelli che, quelli che, quelli che… non mi metto ad elencare cose più gravi perchè passerei da moralista, ma quelli che non c’è una regola che conoscano o rispettino. Perchè son tutto diritti e niente doveri.
Ora io credo che con un popolo così, che è la maggioranza, non si possa pretendere una classe dirigente impeccabile. Perché il disprezzo la fa psicologicamente da padrone. Mentre, se fosse il contrario, il senso di colpa sarebbe preponderante.
La nostra società, di derivazione cattolica, è fondata sul senso di colpa. E se un popolo fosse furbo, o quantomeno arguto, riuscirebbe a modificare l’andazzo della famosa casta, facendole provare un profondo e lacerante senso di colpa. Per il senso di colpa, il marito che tradisce torna sempre dalla moglie. Ma da quella moglie che, durante il tradimento, s’era messa in un angolo. Ad aspettare silente. Fiduciosa. Altrimenti la uccide. E’ la cronaca della società, bellezza! E la rivoluzione non si fa col culo poggiato comodamente su una sedia, picchiettando una tastiera.