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		<title>A &#8220;Roma Califfa&#8221; ci sono anch&#8217;io!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 08:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Bellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando Alberto Bevilacqua mi manda un suo nuovo libro con dedica è implicito che dentro quel libro in qualche modo ci sia anch&#8217;io. E così qualche giorno fa m&#8217;è arrivato &#8220;Roma Califfa&#8221; (ed. Mondadori). Poco dopo ho cominciato a leggerlo. Ma non ero ancora arrivata a pagina 103, quando ieri un amico comune mi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-428" title="romacaliffa" src="http://www.marinabellini.it/wp-content/uploads/2012/03/romacaliffa.jpg" alt="" width="163" height="255" />Quando <strong>Alberto Bevilacqua</strong> mi manda un suo nuovo libro con dedica è implicito che dentro quel libro in qualche modo ci sia anch&#8217;io. E così qualche giorno fa m&#8217;è arrivato &#8220;Roma Califfa&#8221; (ed. Mondadori). Poco dopo ho cominciato a leggerlo. Ma non ero ancora arrivata a pagina <strong>103</strong>, quando ieri un amico comune mi ha chiamata al telefono, ché pure lui lo stava leggendo e mi ha detto che Alberto scriveva di me, del mio &#8220;virtuale&#8221;.<br />
Ne <strong><em>&#8220;I cieli matti di Za&#8221;</em></strong>, così è intitolato il capitolo, c&#8217;è un interessante parallelo tra <strong>Cesare Zavattini</strong> e le mie visioni nel Metaverso che, secondo l&#8217;autore, concretizzerebbero le profezie sulle tecnologie del virtuale di Zavattini.<br />
<a href="http://www.marinabellini.it/wp-content/uploads/2012/03/RomaCaliffaPage.jpg" target="_blank"><strong>Qui c&#8217;è la prima pagina del capitolo</strong></a>, ma per comprendere il concetto andrebbe letto tutto.<br />
Pur non abitando i mondi virtuali, Bevilacqua li ha visti proiettati sul monitor: prima per un&#8217;escursione &#8220;turistica&#8221; e poi in occasione della presentazione del suo Meridiano Mondadori al <strong>MIC</strong> in Second Life. Tuttavia ne ha compreso l&#8217;essenza e la sua straordinaria intuizione ha perfino prodotto un titolo del capitolo che ha a che fare con la tecnologia più avanzata per la fruizione dei virtual worlds.<br />
I &#8220;cieli matti&#8221; sono infatti un&#8217;opzione del viewer che ci permette di entrare nel mondo virtuale di Second Life. Se dobbiamo fotografare, girare un machinima o semplicemente vedere un paesaggio o un&#8217;opera d&#8217;arte, possiamo settare i cieli, scegliendo quello che meglio esalta le forme o il panorama che ci appare.<br />
Serve un&#8217;anima poetica per acchiappare il senso di un metaverso, spesso trattato male da foto piatte e senza sfumature, e Alberto, che conosciamo anche come regista ed eccezionale fotografo, ha subito catturato le potenzialità di questo strumento che ci proietta con emozione dentro un mondo di immagini e colori.<br />
Inutile dire quanto mi sia sentita gratificata da questa citazione, in cui si parla perfino del blog dei Musei. E&#8217; importante che quel mio ormai tramontato progetto sia rimasto immortalato in una pagina di letteratura italiana perchè ne conferma la validità, ma anche l&#8217;incapacità di vedere &#8220;oltre&#8221; di chi ha deciso di chiuderlo. Alberto ancora non sa della mia &#8220;cacciata&#8221; dal blog. Oggi dovrò chiamarlo e dirglielo. Ma sono sicura che lui sappia già che si trattava dell&#8217;inizio di un percorso assai più importante dei musei passatisti.</p>
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		<title>Second Life: l&#8217;arte reale attraverso il gioco virtuale</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 10:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Bellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Second Life]]></category>
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		<category><![CDATA[Achille Bonito Oliva]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima fatica per Musei 2.0 è la mostra curata da Achille Bonito Oliva al Macro Testaccio, &#8220;La Grande Astrazione Celeste&#8220;,trasformata in un percorso interattivo e immersivo nei mondi virtuali, grazie al lavoro di scomposizione e ricomposizione delle opere in 3D, curato da Merlino Mayo. Con questa installazione s&#8217;è aperta una finestra sull&#8217;arte contemporanea cinese, accessibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima fatica per Musei 2.0 è la mostra curata da <strong>Achille Bonito Oliva</strong> al <strong>Macro Testaccio</strong>, &#8220;<strong>La Grande Astrazione Celeste</strong>&#8220;,trasformata in un percorso interattivo e immersivo nei mondi virtuali, grazie al lavoro di scomposizione e ricomposizione delle opere in 3D, curato da <strong>Merlino Mayo</strong>.<br />
Con questa installazione s&#8217;è aperta una finestra sull&#8217;arte contemporanea cinese, accessibile a utenti provenienti da tutto il mondo, che l&#8217;hanno percorsa, e ancora continuano, al <strong>MIC</strong> in Second Life.<br />
Il grande lavoro di Merlino Mayo permette di immergersi nelle opere dei più importanti artisti cinesi e di venire a contatto anche con le sensazioni della materia (olio o acrilico) con cui essi hanno lavorato le enormi tele che campeggiavano al Macro di Roma.<br />
Dopo il primo flusso importante di avatar (circa 500 al giorno), quotidianamente al MIC registriamo 200/250 utenti che si divertono a percorrere le infinite sale magistralmente costruite da Merlino.<br />
Second Life non è dunque solo &#8220;un gioco&#8221; come molti lo intendono, ma uno straordinario strumento di divulgazione, creazione e comunicazione culturale. E se, relativamente alla cultura e all&#8217;arte, il messaggio che passa appare ludico, tantomeglio! Non c&#8217;è miglior mezzo del gioco per imparare a conoscere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<br />
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