PREFAZIONE

 

Sedotta e abbandonata, nell’era digitale, da un uomo sposato che la sommerge di sms. Un beffardo destino per l’eroina di questo romanzo d’ amore nell’epoca delle schede prepagate, anche lei cade vittima dello straordinario strumento, banale e inoffensivo, ma anche capace di far tremare le ginocchia a ogni femmina degli umani, disabituata al corteggiamento esplicito.
Non esiste più esperienza nelle cose d’amore, né tanto meno prudenza nell’abbandonarsi alla perdizione dei sensi, di fronte al malandrino e sconvolgente brevemessaggio. Centosessanta battute che scardinano ogni baluardo alla pudicizia femminile e spalancano le porte della passione.
Poche parole incise nei cristalli del piccolo display fluorescente dilatano ogni fenditura nell’intimità riposta della più virtuosa delle femmine. Il serpentino tentatore si annuncia con il cicalìo ammiccante della suoneria polifonica e snocciola versi amorosi. Ad ispirarli, più che lo spirito del poeta di Bergeràc nascosto nell’ ombra, qualche ghostwriter di cartuccelle dei Baci al cioccolato.
Gli sms dei Casanova da scrivania sono di solito terribilmente melensi e pacchiani, ma con le signore funzionano eccome! La protagonista ne è talmente stregata da tollerare, tra un messaggino passionale e l’altro, la sintetica cronaca in diretta dei momenti più privati della legittima famiglia del suo drudo elettronico.
Quando lui, dopo essersi ampiamente abbeverato al fiume della passione, naturalmente la pianta in asso come nel più classico degli schemi adulterini, a lei non resta che curarsi le ferite, non indifferenti, e gli strascichi dolorosi di questa passione elettronica.
Eppure l’ eroina passionale e romantica di questo ultimo girone della trilogia di Marina Bellini avrebbe dovuto essere in grado di controllare la sua debolezza per gli attacchi amorosi dei maschi virtuali. Tuttavia la sua voglia di mettersi in gioco per capire dal di dentro quali sono gli effetti della tecnologia sugli umani sentimenti, vince sulla razionalità e sulla consapevolezza. Evidentemente la perdizione a causa di un Don Giovanni hi-tech è ancora un terreno da sondare e approfondire per la donna. Troppi decenni di cameratesca diluizione di ogni gioco seduttivo hanno accumulato segretamente desiderio inespresso di essere preda e oggetto di desiderio.
Il comune convincimento che la componente cerebrale di ogni intrigo carnale fosse una sovrastruttura miseramente maschile ha portato gli uomini ad affidarsi ad altri se stessi incorporei e volatili. A questi affidano il compito di rompere gli argini, loro non potrebbero più farlo con le sole reiette e vituperate qualità virili. Meglio lanciare un attacco mirato e chirurgico al cuore artificiale che oramai molte donne portano vezzosamente appeso tra i seni, quasi a confermagli la centralità di appendice vitale.
Il messaggino breve sposta il corteggiamento tra due umani allo scambio di dati tra due meccanismi. Artificiali quanto si vuole, ma eletti a protesi vitale per supplire a tutto ciò che ci siamo dimenticati riguardo le faccende d’amore. La macchina è ruffiana, sfacciata e spudorata, noi abbiamo molto da imparare da lei ingabbiati come siamo in modelli, convenzioni, ruoli incerti. Il congegno sparamessaggi è poi martellante, instancabile e onnipresente. Non c’è momento della giornata in cui esso conceda quiete alla sua vittima predestinata. Se lui tace il mondo si spegne, a riaccenderlo basta un suo inatteso segnale che rende il cedimento inevitabile.
Oltre a spianare la strada verso la conquista, il provvidenziale sms accorcia anche i tempi e l’imbarazzo dell’inevitabile epilogo. Una passione che inizia con un messaggino al calor bianco può tranquillamente essere terminata senza il fastidioso strascico di litigi, rinfacci e lamentazioni. Basta attingere tra i modelli in archivio quello relativo alla congiuntura, un invio… e tutto si conclude in un frinire elettronico e un lampeggiare verdolino.

Gianluca Nicoletti

 

Passione Cellulare – Editrice Gaia, 2004

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